Piccola guida ai vini tra Carso e Istria

La zona di produzione dei vini a denominazione di origine controllata “Carso o Carso – Kras” comprende l’intero territorio amministrativo dei comuni in provincia di Trieste nonché l’intero territorio del comune di Doberdò del Lago e parte di quello dei comuni di Monfalcone, Ronchi dei Legionari, Fogliano-Redipuglia, Sagrado e Savogna d’Isonzo in provincia di Gorizia.
Le zone di produzione del vino Terrano invece non includono tutto il territorio sopra indicato ma comprendono in tutto o in parte i comuni di Trieste, Duino-Aurisina, Monrupino e Sgonico in provincia di Trieste e Doberdò del Lago, Sagrado e Savogna d’Isonzo in provincia di Gorizia.
Il suo paesaggio, estremamente vario, presenta ambienti con vegetazione diversa. I piccoli appezzamenti coltivati sono piani o leggermente declivi, mentre le zone collinari e le ripide pendici che scendono verso il mare sono spesso sistemate a terrazze. La vite, presente da millenni, conferisce ai luoghi una forte impronta. 

La vite ed il terreno 

La vite è una pianta che predilige i terreni poveri, non fertili. Si adatta facilmente, ma lo stesso vitigno dà vini diversi se coltivato in terreni dalle caratteristiche differenti. Il tipo di suolo nel quale cresce la vite influisce sulle qualità organolettiche del vino dunque. 

L’intera zona di produzione dei vini locali possiamo dividerla in due macroaree.
La prima, il Carso appunto, è caratterizzata dalla presenza di carsismo, cioè di superfici rocciose, dall’aspetto spoglio e depressioni talvolta rilevanti. Tutto ciò costituisce un limite tutt’altro che insignificante per l’utilizzo agricolo del territorio. Inoltre, il Carso si caratterizza per la presenza di grotte e caverne, che contribuiscono a far defluire in poco tempo tutta l’acqua piovana, che solo in parte viene trattenuta dalla poca terra rossa del Carso. Questo tipo di terroir dona ai vini colori compatti e profondi, profumi intensi e variegati, sensazioni minerali, buona struttura e prodotti decisamente longevi.

La seconda macroarea conta la zona del Breg e di Muggia e comprende il territorio centro meridionale della provincia di Trieste, che va dal margine del Carso triestino fino alla linea costiera. Questo territorio si contraddistingue per un substrato roccioso con presenza di terreno marnoso-arenaceo (flysch), terra gialla dunque, che si differenzia sensibilmente da quello carsico. Questo tipo di terroir dona ai vini colori decisi, percezioni olfattive complesse, ricchezza d’alcol e prodotti longevi.

Malvasia

Le varietà di Malvasia nel mondo sono numerose, quasi quante le tipologie di vino alle quali può dare origine: dal bianco secco e strutturato, a quello dolce da dessert, al bianco frizzante ai rossi fermi e spumantizzati. Di antiche origini greche sembra però che la Malvasia coltivata nella zona della DOC Carso – Kras arrivò importata dai Veneziani.

La malvasia prodotta localmente, dal Carso all’Istria, è un vino secco, non aromatico a bacca bianca. È molto versatile e può dar vita ad un’intera gamma di stili diversi: da un vino fresco che passa solo in inox, a quello affinato in legno. Si presta bene alla spumantizzazione e probabilmente dà il meglio di sé macerata. 

In bocca è elegante, asciutta, molto sapida e con chiusura finale piacevolmente ammandorlata. Se vinificata in bianco all’olfatto può offrire eleganti sensazioni floreali e aromatiche.
Se macerata sprigiona aromi di frutta gialla matura, spezie, note balsamiche e di erbe aromatiche. 

Malvasia fresca consigliata: Az. agricola Lenardon 

Malvasia macerata consigliata: Az. agricola Merlak

Vitovska

Oggi la Vitovska è regina del Carso, un vino di prestigio, da sempre presente su queste terre, nascosta tra le pieghe di secoli e secoli di cultura contadina. È un vitigno autoctono a bacca bianca, coltivato in provincia di Trieste e nelle zone limitrofe. La denominazione del vitigno è di origine slovena e deriva probabilmente dalla parola “vitica” (viticcio dell’uva).

La Vitovska è nata da un incrocio spontaneo tra la Malvasia e la Glera, gli altri due unici vitigni autoctoni a bacca bianca della zona. La varietà ha raggiunto, attraverso un lungo processo di adattamento e selezione, le attuali caratteristiche ed è capace di sopportare, frustata dalla Bora, sia i freddi inverni che la siccità della stagione calda. 

Dal sapore asciutto, con retrogusto di mandorla, molto minerale e sapido. Se vinificata in bianco all’olfatto può offrire eleganti sentori fruttati e sensazioni di erbe aromatiche.
Se macerata sprigiona aromi di frutta gialla matura, fiori di campo e fieno.

Vitovska fresca consigliata: Az. agricola Stanko Milič

Vitovska macerata consigliata: Az. agricola Skerlj

Terrano

Il Terrano è un vitigno a bacca rossa e fa parte della famiglia dei Refoschi. Va chiarito che il Refosco, nello specifico il refosco dal peduncolo verde, è il vitigno, mentre il Terrano è il vino. La produzione è consentita solo in alcune zone della provincia di Trieste, di Gorizia e in alcune aree nella vicina Slovenia. Il Terrano si distingue per la vivacità della sua acidità, per gli aromi di lampone e mora e per il tipico colore rosso rubino con riflessi violacei e dal limitato contenuto tannico.

Terrani consigliat: dell’Az. agricola Damijan Milič e dell’Az. agricola Budin.

Refosco

Il Refosco prodotto nella zona della DOC Carso – Kras è una varietà a bacca rossa e nello specifico si tratta del Refosco dal peduncolo rosso. Ne esistono numerose varietà in regione e nei territori limitrofi, soprattutto nell’Istria Slovena la quale è conosciuta come la regione del Refosco. La sua epoca d’origine ed il suo nome rimangono avvolti nel mistero. C’è chi sostiene che il nome derivi da Re (del) Fosco, ovvero, re dei vini scuri, oppure da “rap fosc” ossia grappolo scuro. Il vino si presenta solitamente di un colore rosso rubino intenso con riflessi violacei. Al naso si svela con aromi di frutta rossa e spezie. In bocca gradevole, con una vena acidula e dal limitato contenuto tannico.

Refoschi consigliati: dell’Az. agricola Grgič e dell’Az. agricola Cacovich.

 

Gli orange wine

Gli orange wine in realtà non sono una novità, solo il loro nome e la loro visibilità sono piuttosto recenti. Se chiedi ai produttori locali che producono questi vini, di solito rispondono che si tratta di un processo tradizionale di produzione, che era già utilizzato dai loro nonni e dai loro bisnonni. I vini macerati sono vini che nascono da uve bianche, ma che sono vinificati come i rossi, ovvero le bucce rimangono a contatto con il mosto per un periodo che va da qualche ora a diverse settimane o addirittura mesi. Sono accomunati dall’intensità e dall’ampia varietà di sapori, dalla tannicità più percettibile e, soprattutto, dagli aromi infiniti, intensi e intriganti.

Vino consigliato: Brežanka dellAz. agricola Kocjančič

I vini naturali

L’umanità ha alle spalle approssimativamente 6.000 vendemmie e in circa 5.930 di queste, non usava erbicidi, pesticidi, fertilizzanti e lieviti commerciali. I vini naturali provengono da vigneti e cantine, dove l’opera dell’uomo rispecchia i valori della sostenibilità, cercando di utilizzare il minor numero di interventi e pratiche enologiche invasive.

Il lavoro e le procedure si basano su esperienze e conoscenze che sono state sviluppate nel corso dei secoli e che si tramandano di generazione in generazione.
L’intento di questi produttori è quello di creare vini che rispecchiano il più possibile il territorio e i cicli della natura. 

Vini consigliati: il Prulke dell’Az. agricola Zidarich e Ograde dell’Az. agricola Škerk

Il Carso delle bollicine

La viticoltura locale vanta una grande tradizione circa la produzione di vini spumanti. Il nome più noto al grande pubblico è il Prosecco, ma forse pochi sanno che questo vino nasce proprio a Trieste, sotto il paese di Prosecco per la precisione. Il Prosecco ovvero il Prosekar nella versione slovena, agli albori in realtà era un vino dolce, quasi liquoroso, per poi diventare anche un vino spumante dal 1821.

Con il tempo poi la produzione di questo prodotto, sul territorio locale, è andata a scemare e solo recentemente si sta cercando nuovamente di recuperarlo e valorizzarlo. Come recente è la produzione di vini spumanti, sia con il metodo Charmat (ovvero con il processo di spumantizzazione in autoclave), che con il metodo classico (ovvero la rifermentazione in bottiglia sui lieviti).

Vini consigliati: Terra Roza della Fattoria carsica Bajta (metodo classico) e Carpe Diem dell’Az. agricola Ostrouska (metodo Charmat). 

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